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La provincia di Agrigento

Canicattì

Panoramica di Canicattì
Foto © Alfonso Messina
 

Canicattì (C.A.P. 92024) dista 38 Km. da Agrigento, alla cui provincia appartiene, 34 Km. da Caltanissetta, 160 Km. da Catania, 69 Km. da Enna, 256 Km. da Messina, 150 Km. da Palermo, 132 Km. da Ragusa, 212 Km. da Siracusa, 211 Km. da Trapani.

Foto © Affinità Elettive Chiesa San Diego

Il comune conta 33.208 abitanti e ha una superficie di 9.142 ettari per una densità abitativa di 363 abitanti per chilometro quadrato.

Sorge in una zona collinare, posta a 420 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in corso Umberto I, tel. 0922-853020 fax. 0922-734207, numero verde 800012303.

Grosso centro agricolo, Canicattì spicca per la produzione di mandorle, olive e per la rinomata uva da tavola "Italia" che viene esposta annualmente nella Sagra dell'uva Italia ad ottobre. Pregevoli sono i lavori artigianali in legno.

Il nome Canicattì deriva dall'arabo Ayn-at-tin che significa "la sorgente del fango". Il borgo medioevale fu fondato nel XIV secolo dalla famiglia Palmeri da Naro. Intorno al 1448 esso venne acquisito dal signore Andrea de Crescenzio.

Foto © Affinità Elettive Chiesa del Purgatorio

Successivamente la signoria passò alla nobile famiglia Bonanno che fece erigere diverse opere fra le quali la sontuosa Fontana barocca tutt'oggi visibile. Nel 1819 il paese divenne comune autonomo.

Insigni sono i monumenti della città fra i quali citiamo la Chiesa di S. Diego con splendidi stucchi del XVIII secolo, la Chiesa del Purgatorio tipica settecentesca, e la Chiesa di S. Francesco ricca di affreschi.

Sontuose sono le strutture urbanistiche come il Castello Bonanno, la Torre dell'Orologio, il Palazzo del Barone La Lomia del XVIII secolo e il Palazzo Bartocelli, che fu sede del sovrano Federico II.

Illustre fu il nome del valoroso generale canicattinese Luigi Gangitano (1862-1939) che combattè in Eritrea, in Libia e durante la Prima Guerra Mondiale.

Fu nominato Presidente nazionale delle Famiglie dei Caduti in guerra e fu ricordato anche dal poeta Gabriele D'Annunzio.