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La provincia di Agrigento

Ravanusa

Particolare di Ravanusa
Foto © Roberto Meli
 

Ravanusa (C.A.P. 92029) dista 58 Km. da Agrigento, alla cui provincia appartiene, 41 Km. da Caltanissetta, 167 Km. da Catania, 82 Km. da Enna, 270 Km. da Messina, 183 Km. da Palermo, 117 Km. da Ragusa, 198 Km. da Siracusa, 231 Km. da Trapani.

Foto © Affinità Elettive La Chiesa Madre

Il comune conta 14.969 abitanti e ha una superficie di 4.958 ettari per una densità abitativa di 302 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona collinare interna, posta a 320 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in via Roma, tel. 0922-881511 fax. 0922-880415.

L'indirizzo di posta elettronica è il seguente: biblioteca_ravanusa@hotmail.com.

Adagiata su un fertile pendio, Ravanusa vanta una grossa produzione di uva della varietà detta "Italia", ma anche di uva da mosto, mandorle e olive. Spiccato è l'allevamento di ovini, bovini e caprini grazie alle numerose aree adibite a pascolo. Tipica è la lavorazione artigianale di oggetti in legno e ferro.

Il nome Ravanusa deriva dal greco bizantino Rafanusa che significa "ricco di verdure". Il primo nucleo fu fondato dai Normanni. Successivamente si avvicendarono nella baronia della cittadina prima la nobile famiglia Palmeri poi i Tagliavia.

Intorno al XV secolo il borgo appartenne al signore Andrea Di Crescenzio che ottenne la concessione di costruire un convento per i canonici Agostiniani di S. Giorgio.

Foto © Roberto Meli Una fontana di Ravanusa

L'attuale centro abitato risale al 1621 e fu fondato con "licentia populandi" dal duca di Montalbano Giacomo Bonanno. Il feudo rimase alla famiglia Bonanno sino al 1812, anno dell'abolizione della feudalità.

Fra i vari monumenti da visitare spiccano la >I>Chiesa Madre dedicata a S. Giacomo Apostolo del XVII secolo, la Chiesa di Santa Croce e il Palazzo Sillitti eretto nel XIX secolo.

Un ravanusano illustre fu l'avvocato Giuseppe Lauricella (1873-1954), fervente socialista, che nel 1919 fu fautore del "Concordato tra i proprietari e i contadini di Ravanusa".

Di uguale ideologia politica fu il figlio Salvatore (1922-1996) che, tra gli altri incarichi, ebbe per due legislature quello di Presidente della Regione Siciliana.