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La provincia di Caltanissetta

Niscemi

Veduta panoramica di Niscemi
Foto © Al Ianni

Foto © Comune di Niscemi
La Chiesa della Madonna

Niscemi (C.A.P. 93015) dista 98 Km. da Agrigento, 85 Km. da Caltanissetta, alla cui provincia appartiene, 99 Km. da Catania, 89 Km. da Enna, 195 Km. da Messina, 227 Km. da Palermo, 59 Km. da Ragusa, 127 Km. da Siracusa, 326 Km. da Trapani.

Il comune conta 27.191 abitanti e ha una superficie di 9.654 ettari per una densità abitativa di 282 abitanti per chilometro quadrato.

Sorge in una zona collinare interna, posta a 332 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in piazza Vittorio Emanuele n. 1, tel. 0933-881111 fax. 0933-951808.

L'indirizzo di posta elettronica è il seguente: segreteria@comune.niscemi.cl.it.

Foto © Comune di Niscemi
Il Palazzo di Città

Grano, uva, olive, agrumi sono i principali prodotti agricoli coltivati nel paese.

Particolare rilevanza hanno i carciofi che vengono esposti nella annuale Sagra del Carciofo che si tiene nel mese di aprile. Tipici sono gli oggetti in legno di fattura artigianale.

Il nome Niscemi deriva dall'arabo Nasciam che significa "olmo".

L'origine della cittadina risale al 1626 quando fu fondata dal principe di Butera, Giuseppe Branciforte, con "licentia populandi".

Nel 1627 Giuseppe Branciforte ottenne dal sovrano Filippo IV la nomina di principe di Niscemi.

Foto © Comune di Niscemi
La Chiesa di San Giuseppe

L'attuale centro urbano fu ricostruito dopo il 1693, anno del terribile terremoto che aveva raso al suolo l'antico borgo feudale.

Nel settore monumentale sono da citare la Chiesa dell'Addolorata di tipico stile barocco costruita tra il 1752 ed il 1784 e la Chiesa della Madonna del Bosco del XVIII secolo con particolare pianta ellittica allungata.

Esemplare è il Palazzo Comunale di gusto neoclassico costruito nel 1882.

Fra gli illustri personaggi di Niscemi ricordiamo Mario De Pasquale (1926-1970), in arte Mario Gori, insigne poeta fondatore della corrente letteraria il Trinacrismo e direttore di due riviste letterarie "Sciara" e "Soffitta".