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La provincia di Catania

Randazzo

 

Randazzo
Foto © Luigi Nifosì

Randazzo (C.A.P. 95036) dista 245 Km. da Agrigento, 179 Km. da Caltanissetta, 61 Km. da Catania, alla cui provincia appartiene, 150 Km. da Enna, 89 Km. da Messina, 215 Km. da Palermo, 157 Km. da Ragusa, 127 Km. da Siracusa, 314 Km. da Trapani.

Foto © Affinità Elettive 

Vicolo medievale

Il comune conta 11.674 abitanti e ha una superficie di 20.484 ettari per una densità abitativa di 57 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona di montagna, posta a 765 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in piazza Municipio n. 1, tel. 095 7991912 fax. 095 921387, numero verde 800261310. L'indirizzo di posta elettronica è il seguente: webmaster@comune.randazzo.ct.it.

Posta in una zona intermedia fra i fiumi Alcàntara e Simeto, Randazzo si distingue per la cospicua produzione di uva da mosto, olive, nocciole, mandorle e castagne. Fiorente è l'allevamento di ovini, bovini e caprini, grazie anche alla presenza di vaste aree adibite a pascolo, i cui prodotti si possono gustare nell'annuale Fiera del Bestiame che si tiene nel mese di giugno.

Il nome Randazzo deriva probabilmente dall'antico Rannazzu che significa "grosso borgo" per via della sua vasta espansione urbanistica.

Foto © Affinità Elettive 

Castello Svevo

Il primo nucleo abitato risale all'epoca bizantina, durante la quale venne edificata una roccaforte circondata da un'imponente cinta muraria.

Intorno al 1282 il sovrano Pietro I d'Aragona lo trasformò in base militare per la guerra contro gli Angioini. Nel 1305 fu possesso di Federico II d'Aragona che ne fece sua stabile dimora, ottenne il titolo di duca di Randazzo nel 1332.

Successivamente la città appartenne al Regio demanio. Nel XVI secolo il borgo conobbe una lunga fase di decadenza economica poichè le principali nobili famiglie del luogo si trasferirono nei paesi vicini.

Sino al 1500 la città rimase divisa in tre quartieri nei quali si parlavano tre diversi dialetti: il greco, il latino e il lombardo. In seguito essa assunse l'attuale struttura urbanistica, di stampo medioevale, costruita con conci di pietra lavica locale.

Foto © Affinità Elettive 

La Chiesa di San Martino

Di notevole interesse architettonico risultano essere la Chiesa di S. Maria costruita tra il 1217 e il 1239, di fattura normanno-sveva, che racchiude tre maestose absidi con forma di torrioni merlati, la Chiesa di S. Nicolò del 1583 che conserva numerose sculture di scuola gaginesca e un fonte battesimale di stile gotico e la Chiesa di S. Martino del XIII secolo, con all'interno una bella acquasantiera di gusto gotico e al suo esterno uno splendido campanile del trecento con un'alternanza di finestre monofore e bifore.

Caratteristici sono pure la Casa Spitaleri del XIV secolo, i ruderi delle mura medioevali con la Porta di S. Martino del 1753 e il Castello Svevo, più volte rimaneggiato, che oggi è sede del Museo Archeologico "Paolo Vagliasindi".

Fra i nomi illustri randazzesi citiamo quello del celebre musicista Erasmo Marotta (1576-1641) creatore del Dramma Pastorale in musica e quello dell'insigne fisiologo Andrea Capparelli (1855-1907) che fu Rettore dell'Università degli Studi di Catania.

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