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| La città di Castel Mola
Turismo a Castel Mola |
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Il sentiero della "Porta del Saraceno" Un tempo erano numerosi i sentieri (trazzere) che collegavano Castel Mola a Taormina attraverso ripidi terrazzamenti ed isolate contrade. Una di queste trazzere di notevole importanza storica paesaggistica e naturalistica prende origine dalla rotabile di Castel Mola. Lungo il sentiero una prominenza rocciosa indica il sito archeologico di Cocolonazzo di Mola, una necropoli protostorica a "grotticella artificiale" del X-VII sec. A. C., di notevole importanza per la conoscenza degli insediamenti abitativi arcaici antecedenti la colonizzazione greca. In lontananza si scorge il bellissimo castello di Taormina, a forma rettangolare. Dopo poco, si incontrano i resti dell'antico ingresso alla città di Myle, oggi Porta dei Saraceni, che prende il nome dalle sanguinose invasioni piratesche di un tempo.
Foto © A.A.P.I.T. Messina
Piccole deviazioni permettono di osservare meglio le tradizionali case contadine su due livelli. È un sentiero modellato dal lento risalire degli asini, attraverso campi ormai incolti, conosciuto come Piana delle Ficarre, nome che forse prende origine dall'abbondanza di piante di fichi e fichi d'India. All'inizio della primavera il percorso è tutta una fioritura di mandorli, ginestre, fiori di campo in un continuo variare di colori e profumi. Uno splendido panorama, con l'Etna di fronte, è la Valle dell'Alcantara sotto e la Costa Ionica in lontananza. Proseguendo lungo il sentiero si incontrano i resti di una seconda porta medioevale sormontata da una nicchia che assume l'aspetto di edicola religiosa. Infine superati i resti della porta medioevale si scorge la piccola Chiesa di San Biagio, costituita da un unica navata a ridosso della parete rocciosa. Bellissima nella sua semplicità e per il panorama, Castel Mola con le sue viuzze e i piccoli slarghi resta un meraviglioso luogo da visitare.
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La Chiesa di San Giorgio
La Chiesa di San Giorgio è stata edificata nel XVII secolo. Essa presenta una torre campanaria inglobata nel corpo edilizio e terminante con quattro pinnacoli piramidali nei vertici angolari. La pianta presenta la caratteristica di avere una navata innestata ortogonalmente sul fianco destro della navata principale. Al suo interno si conservano numerose opere d'arte tra cui due tele del XVII secolo, quella della Madonna del Rosario con i Santi Domenicani e Francescani e quella del Padre Eterno e Immacolata. Molto bella è anche la statua lignea settecentesca dell'Immacolata. |
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