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La provincia di Messina

Montalbano Elicona

 

Panotamica su Montalbano Elicona
Foto © 2003 A.A.P.I.T. Messina

Montalbano Elicona (C.A.P. 98065) dista 247 Km. da Agrigento, 177 Km. da Caltanissetta, 103 Km. da Catania, 136 Km. da Enna, 83 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 191 Km. da Palermo, 207 Km. da Ragusa, 161 Km. da Siracusa, 290 Km. da Trapani.

Il comune conta 3.220 abitanti e ha una superficie di 6.743 ettari per una densità abitativa di 48 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona montagnosa interna, posta a 900 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in piazza Palazzo Municipale, tel. 0941-679120 fax. 0941-679597.

Foto © 2003 A.A.P.I.T. Messina 

Statua di San Nicola

Coronato da un maestoso Castello, circondato da boschi secolari che profumano di mille essenze, Montalbano Elicona è uno dei più antichi e suggestivi centri dell'area nebroidea, ricco di storia, di arte e tradizioni.

Gli studiosi da decenni discutono sulle origini del paese e del suo nome. Una possibile derivazione è probabile dai nomi latini mons albus con riferimento ai monti innevati o dai nomi arabi al bana dal suggestivo significato di "luogo eccellente".

L'appellativo Elicona risale alla colonizzazione Greca. Durante il periodo della colonizzazione (VII-VIII sec. a.C.), i Dori, pensando al mitico monte delle Muse, chiamarono Helikon un sito, coincidente con l'altura su cui sorge il borgo medievale ed un torrente vicino il cui andamento tortuoso giustifica l'appellativo.

Le prime notizie sull'esistenza del borgo risalgono al sec. XI, quando risultava possesso demaniale.

Nel 1232 si rivoltò contro Federico II di Svevia, parteggiando per il Papa insieme ad altri centri. Successivamente appartenne a diversi feudatari: ai Lancia nel 1396, ai Romano Colonna, ai Bonanno nel 1587.

Montalbano Elicona è un centro prevalentemente agricolo. I prodotti principali sono l'uva, i cereali, le castagne, le noci e le nocciole, la ricotta, il pecorino e la favolosa provola. Piatti tipici locali sono anche i maccheroni stirati a mano e conditi con sugo di maiale, arrosti di carne ovine caprine. Ottima anche la produzione di dolci a base di mandorle e nocciole e i biscotti tipici del periodo pasquale.

Foto © 2003 A.A.P.I.T. Messina 

Portale di casa Mastropaolo

Tra le testimonianze artistiche e architettoniche di maggiore pregio è da segnalare la Chiesa Madre, oggi Basilica Minore e la chiesa di S. Caterina.

Edificata nel Medioevo, la Chiesa Madre, fu rifondata e ampliata nel 1654, anno in cui fu dotata di due navate laterali, cambiato il suo orientemento ed eretta la splendida torre campanaria.

La Chiesa è dedicata a San Nicola, patrono del paese di cui si conserva una preziosa opera scultorea, datata 1587 ed attribuita al Gagini.

Nei pressi del castello, la Chiesa di Santa Caterina mostra uno splendido portale in stile romantico. All'interno si conserva la statua in marmo della santa alessandrina, con un prezioso basamento a bassorilievo.

Oltre alle varie sculture in pietra da visitare sono i due magnifici portali barocchi, il Portale di casa Messina-Ballarino, scolpito nel'600 da Irardi da Napoli e il Portale di casa Mastropaolo, scolpito nel' 700 dallo scalpellino montalbanese Bongiovanni e la fontana del Gattuso.

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