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La provincia di Messina

Savoca

Savoca
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Savoca (C.A.P. 98038) dista 259 Km. da Agrigento, 198 Km. da Caltanissetta, 67 Km. da Catania, 164 Km. da Enna, 37 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 296 Km. da Palermo, 171 Km. da Ragusa, 125 Km. da Siracusa, 359 Km. da Trapani.

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Chiesa San Michele

Il comune conta 1624 abitanti e ha una superficie di 880 ettari per una densità abitativa di 185 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea montana, posta a 303 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in piazza Fossia, tel. 0942-761006 fax. 0942-761014.

Le colture principali sono le olive, l'uva, la frutta, i limoni e gli agrumi. L'allevamento è prevalentemente bovino: interessante anche la produzione di prodotti caseari.

Il paese deve il suo nome alle piante chiamate "Sambuchi", popolarmente dette Saùchi dal greco Sabùka ancora oggi chiamate Saùche in Sicilia.

Prima dell'anno mille i luoghi erano abitati dai "Pentefur", una comunità che si stanziò nel quartiere che porta il loro nome.

Savoca fu fondata nel 1134 da Ruggero II e si sviluppò intorno alla "Rocca di Pentefur" dove, al tempo della dominazione araba, fu costruito un castello chiamato "Castello Saraceno", tale fortezza venne ristrutturata inseguito dagli Arcivescovi di Messina a cui appartenne fino al sec. XVIII.

Savoca dunque nasce come città castello: con cinta muraria, uffici amministrativi e giudiziari e due porte, una delle quali è ancora oggi esistente.

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Chiesa di San Nicolo

Nei secoli XIV e XV furono costruite molte chiese, tra cui quella monumentale di S. Lucia, annessa al convento dei padri Domenicani, crollata nel 1880 a causa di una frana.

Savoca subì nel tempo dei flussi migratori causati da calamità naturali che ridussero il paese all'unica area abitata, oggi quartiere Pentifurri.

Tra i monumenti, di notevole interesse architettonico sono: la Chiesa Madre con un bel rosone rinascimentale sul portale, la Chiesa di S. Michele con i suoi splendidi portali, in pietra arenaria dei primi del Cinquecento, la Chiesa di S. Nicolò costruita nel XIV secolo con aspetto di una fortezza, i ruderi del Castello Pentefur o "Saraceno", un 'abitazione medievale con finestra bifora costruita nel tardo Cinquecento, appartenuta alle famiglie Fleres, Trischitta, Rizzo, Altadonna ed oggi proprietà della famiglia Cantatore e il Convento con la Chiesa dei Cappuccini, che al suo interno conserva le catacombe contenenti le mummie dei notabili, dei patrizi e degli abati vestite con abiti del primo Ottocento.