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La provincia di Messina

Sinagra

 

Panorama di Sinagra
Foto © Dott. Carlo Cardaci

Sinagra (C.A.P. 98069) dista 250 Km. da Agrigento, 204 Km. da Caltanissetta, 147 Km. da Catania, 163 Km. da Enna, 107 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 176 Km. da Palermo, 251 Km. da Ragusa, 205 Km. da Siracusa, 275 Km. da Trapani.

Il comune conta 3.073 abitanti e ha una superficie di 2.392 ettari per una densità abitativa di 128 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 260 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in piazza S. Teodoro, tel. 0941-594016 fax. 0941-594372. L'indirizzo di posta elettronica è: kardaci@tiscalinet.it

Importanti dal punto di vista economico sono la produzione agricola di olive, agrumi, nocciole, uva e frutta. Oggi il paese mostra un nuovo sviluppo economico che vede come settori trainanti quello turistico e artigianale. Sono da segnalarsi, inoltre, le presenze di diversi insediamenti industriali (maglifici, calazaturifici, altro) che indicano una decisa diversificazione dell'economia di Sinagra anche nel comparto industriale.

Le antiche tradizioni ed il ritrovamento di un phitos (tomba plebea romana), suggeriscono di datare la nascita di Sinagra al tempo delle guerre puniche (260 a.C.).
Secondo la tradizione appunto, alcune famiglie di boscaioli romani si stabilirono in un ansa della fiumara che offriva una rigogliosa vegetazione. Trovarono quindi abbondante materiale per costruire navi e poter navigare la fiumara stessa. Nello stesso tempo, per la sua naturale posizione, l'ansa fungeva da riparo contro eventuali attacchi nemici.
Non vi è accordo tra le fonti sull'origine del nome Sinagra. Alcuni riconducono il nome al termine greco Xenàgoras che significa accogliente, ospitale. Altri, rifacendosi alla lingua latina, ritengono che il paese prenda il nome dall'ansa (sinus) del fiume e dal campo (ager) presso l'insenatura stessa. Altra possibilità è che derivi dal fatto che la parte più bassa del paese si trovi su un'insenatura arginata (sinus aggeris).

Foto © Dott. Carlo Cardaci 

Grotta del Beato Diego

La città di Sinagra viene menzionata in un diploma di Ruggero I del 1050 e successivamente in una bolla del Papa Eugenio III. Fu possesso di diversi signori feudali, dai Normanni agli Svevi, dai Lancia ai Ventimiglia, dai Russo agli Afflitto, fino ad arrivare agli Ioppolo che ottennero il titolo ducale da Filippo IV nel 1654. Il paese restò in loro possesso fino al 1812, anno dell'abolizione dei diritti feudali.

Tra i monumenti più significativi da visitare segnaliamo l'antica Chiesa del convento o del Crocifisso, e i bellissimi portali in pietra scolpita, dalle diverse forme, che si possono ammirare percorrendo via Umberto I°. Allontanandosi dal centro per qualche centinaio di metri si scorge, sopra una collinetta, un antico Castello feudale con una torre con orologio, abitazione di varie famiglie dai Lancia sino ai Sandoval.
Ai piedi della collinetta si apre la piccola grotta del Beato Diego, nativo di Sinagra. Egli, con le sue stesse mani, vi scavò un letto ed un inginocchiatoio per potervisi ritirare a vita eremitica e servire il Signore pregando e conducendo una vita di rinunce.
È possibile inoltre visitare la casa dello scrittore Beniamino Ippolo. Di importanza monumentale è inoltre la Chiesa Madre che custodisce un'ancòna marmorea del 1543 di Giacomo Gagini (1517-1598).

Dal nome di questo paese deriva il cognome del famoso sociologo siciliano e professore nelle Università di Catania e Palermo, Vincenzo Sinagra (1899-1973) che si occupò anche di problemi del Diritto del Lavoro.

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