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La provincia di Ragusa

Chiaramonte Gulfi

Panoramica di Chiaramonte Gulfi
Foto © Luigi Nifosì
 

Chiaramonte Gulfi (C.A.P. 97012) dista 139 Km. da Agrigento, 133 Km. da Caltanissetta, 95 Km. da Catania, 114 Km. da Enna, 191 Km. da Messina, 275 Km. da Palermo, 21 Km. da Ragusa, alla cui provincia appartiene, 76 Km. da Siracusa, 312 Km. da Trapani.

Foto © Affinità Elettive Il Duomo

Il comune conta 8.393 abitanti e ha una superficie di 12.663 ettari per una densità abitativa di 66 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona montuosa, posta a 665 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in corso Umberto I, tel. 0932-711111 fax. 0932-928219.

È un centro agricolo e artigianale. Si registra anche la presenza di allevamenti di ovini, bovini e suini. Tra le colture principali ricordiamo l'uva, gli agrumi, le olive, le mandorle, gli ortaggi e i cereali.

I prodotti tipici dell'artigianato chiaramontano sono rappresentati da interessanti manufatti in legno e ferro e da ricami.

Il comune di Chiaramonte Gulfi derivò il proprio nome da quello del suo fondatore, Manfredi I Chiaramonte, conte di Modica, nel XIV° secolo.

Foto © Affinità Elettive La chiesa di San Vito

Ad esso venne aggiunto l'appellativo Gulfi nel 1881, poiché il borgo era abitato dai superstiti di un paesino attiguo, Gulfi, distrutto dagli Angioini.

Nei secoli XV e XVI la popolazione registrò un considerevole incremento e il borgo si ingrandì notevolmente, ma nel secolo successivo, a causa dello sviluppo della città di Vittoria, Chiaramonte subì un lieve declino.

Nel 1693 il centro storico fu distrutto dal terremoto e ricostruito in stile barocco.

Foto © Luigi Nifosì La Madonna di Chiaramonte Gulfi

Tra i monumenti più caratteristici annoveriamo il castello trecentesco, tipico per la grande porta ogivale d'ingresso, la Chiesa di S.Filippo, al cui interno vi è la cappella del Rosario di scuola gaginesca, la Chiesa del Salvatore, la quale conserva una statua del Redentore del maestro Giacomo Mancino (sec. XVI), la Chiesa Madre, iniziata nel secolo XV° e completata alla fine del secolo XVIII°, l'arco dell'Annunziata, una delle tre porte del borgo, che rappresenta l'unico resto delle mura cittadine.

Sulla distruzione di Gulfi esiste una leggenda molto interessante, secondo la quale nel 1299 gli Angioini, entrati nella Chiesa dell'Annunziata, uccisero i fedeli durante la celebrazione eucaristica. Ma allo scoccare della mezzanotte comparvero gli spiriti dei fedeli e i soldati, attirati da questi in chiesa, furono inghiottiti da una voragine apertasi nel pavimento misteriosamente.