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| La provincia di Ragusa
Ispica |
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Ispica (C.A.P. 97014) dista 188 Km. da Agrigento, 193 Km. da Caltanissetta, 112 Km. da Catania, 197 Km. da Enna, 208 Km. da Messina, 335 Km. da Palermo, 34 Km. da Ragusa, alla cui provincia appartiene, 54 Km. da Siracusa, 361 Km. da Trapani.
Foto © Affinità Elettive
Il comune conta 14.700 abitanti e ha una superficie di 11.352 ettari per una densità abitativa di 129 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona collinare litoranea, posta a 691 metri sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in via Umberto I n. 45, tel. 0932-2793036/2701111 fax. 0932-950450.
Le attività economiche prevalenti sono rappresentate dalle colture di ortaggi, carote uva e frutta, dall'allevamento di bovini e dalla lavorazione artigianale del legno e del ferro.
Il nome originario di Ispica era Ispra, mutato in età romana in Ispicae Fundus.
Foto © Affinità Elettive
In epoca medievale fu poi trasformato in Spaccaforno, assumendo l'attuale denominazione solo dopo il 1935.
Resti archeologici risalenti alla preistoria documentano la presenza umana sin da quel periodo; tuttavia, la prima testimonianza sull'esistenza del paese è del sec. XII, costituita da una bolla di papa Alessandro III del 1168, la quale assegnava le chiese del territorio di Spaccaforno al vescovo di Siracusa.
Il borgo appartenne a diverse famiglie di feudatari: i Chiaramonte, i Cabrera, i Caruso e, infine, gli Statella, che lo governarono fino al 1812. La cittadina, distrutta dal terremoto del 1693, fu poi ricostruita in posizione più elevata.
Particolarmente interessanti, dal punto di vista architettonico, sono la Chiesa di S. Maria Maggiore, la Chiesa di S. Maria dell'Annunziata, del '700, la Chiesa Madre, iniziata nel 700 e ultimata nel secolo scorso.
Foto © Affinità Elettive
Importanti sono pure le zone archeologiche, quali il Parco della Forza, ubicato nel luogo dove sorgeva l'antica città di Spaccaforno, e la caratteristica Cava d'Ispica, che conserva abitazioni neolitiche e trogloditiche.
Una curiosità riguardante Ispica risale alla battaglia di Milazzo del 20 luglio del 1860, giorno in cui un'ispicese, il conte Vincenzo Statella, salvò la vita a Garibaldi.
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