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La città di Sortino
Turismo a Sortino |
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La Porta di Pantalica Da Sortino, percorrendo pochi chilometri, è possibile accedere a Pantalica. Splendida città abitata fin dall'età del bronzo, distrutta probabilmente dai siracusani prima del 664 a.C., poi ritornata a essere abitata dai bizantini e successivamente dagli arabi e dai normanni, guarda dall'alto le lussureggianti valli attraversate dai fiumi Calcinara e Anapo. All'inizio del 1900 l'archeologo Paolo Orsi iniziò le ricerche dalle quali scaturì il magnifico sito che possiamo ammirare oggi. La maggiore scoperta riguardò un'innumerevole quantità di tombe.
Foto © Comune di Sortino
L'Orsi le suddivise in cinque gruppi: la necropoli di Nord-Ovest conta seicento tombe; quella a Nord, la più grande contiene millecinquecento tombe; quella di Cavetta, a Est, comprende quasi trecentocinquanta tombe; quella a Sud racchiude settecento tombe; infine quella di Filiporto conta più di cinquecento sepolcri. Le tombe delle necropoli Nord e Nord-Ovest risalgono all'età del Bronzo, quelle delle altre tre risalgono all'età del Ferro. Del periodo Bizantino sono i resti di quattro villaggi e di tre piccole chiese. Del primo villaggio splendido è l'Oratorio del Crocifisso, una grotta dove si possono ammirare gli affreschi rappresentanti la Crocifissione e San Nicola.
Foto © Comune di Sortino
Il secondo villaggio, posto all'inizio della necropoli di Est, è costituito da circa settanta abitazioni. Nel terzo villaggio, a Sud di Pantalica, è posto l'Oratorio di S. Nicolicchio impreziosito da affreschi e scritte. Il più interessante è sicuramente il quarto villaggio, a Ovest, composto da più di centocinquanta abitazioni e dalla chiesa di S. Micidiario. Di grande interesse storico e archeologico è il Palazzo, un complesso architettonico composto da quattro camere.
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Foto © Comune di Sortino
Il museo dell' Opera dei Pupi
Allestito in piazza S. Francesco, dedicato ad Ignazio Puglisi, il museo dell'Opera dei Pupi con la sua esposizione curata nei minimi particolari offre dei meravigliosi quadri di sicilianità.
Nel museo si possono ammirare più di trenta pupi inseriti in diverse scene ed il caratteristico teatrino, in un percorso fra musica, giochi di luce ed oggetti d'altri tempi.
A far rivivere, oggi, le gesta dei paladini di Francia è l'Associazione culturale dedicata al puparo sortinese.
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